Codice ISTAT/ATECO farmacista in libera professione, quale indicare?

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Possiedo una posizione lavorativa piuttosto articolata: dopo 20 anni come dipendente, mi trovo ora a collaborare per 8 ore settimanali in una farmacia privata e per 15 ore presso una erboristeria/parafarmacia. Con l’avvicinarsi dei 5.000 € di introito lordo, stanti così le cose, mi troverò costretta ad aprire p.IVA. Quale è il codice ATECO più giusto da indicare ? E’ vero che dall’1/1/2017 esiste una riduzione del 25% sulla quota contributiva ENPAF intera che mi troverei a versare ? (dove sta scritto ?) Quale è la giusta retribuzione oraria per un farmacista collaboratore ?

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Pubblicato da Barelli
Chiesta il 6 febbraio 2017 21:30
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Domanda Privata

Gentile Dottoressa,
ben trovata.
Ho avuto modo, proprio recentemente, di occuparmi di un quesito che presentava molti punti di contatto con il Suo, quindi mi metto molto volentieri a Sua disposizione sia per chiarire dei dubbi sia per fornire indicazioni chiare su come operare.
Il codice ATECO utilizzabile per un farmacista iscritto all’albo che decide di aprire la P.IVA potrebbe essere il “74.90.99 Altre attività professionali n.c.a. (non classificabili altrove)”.
Aprendo la P.IVA potrà accedere al nuovo regime fiscale forfetario, che prevede l’applicazione di un’imposta sostitutiva nella misura del 15% (ridotta ad un terzo, e quindi al 5%, per la fase di start-up, cioè per i primi 5 anni). Per il codice ATECO indicato, il limite di compensi annui è pari a € 30.000 e l’imposta si applica sul 78% dei compensi conseguiti (quindi in sostanza su € 23.400 massimi).
Se non è già iscritta all’ENPAF, dovrà iscriversi alla Gestione separata INPS, per la quale è previsto un minimale di contribuzione ed un’aliquota contributiva (1/3 a carico del committente, 2/3 a carico del soggetto), aliquota che, a partire dall’1.01.2017 è scesa dal 27% (+0,72% per maternità, malattia, ANF, etc) al 25% (sempre +0,72%) : quindi non si tratta di una riduzione del 25% ma al 25%.
Se è già iscritta all’ENPAF, i contributi che verserà saranno interamente deducibili dal reddito professionale (e l’eventuale eccedenza sarà deducibile dal reddito complessivo).
Riguardo, infine, al quesito sulla “giusta retribuzione oraria” per un farmacista collaboratore, un dato univoco e giuridico non esiste, dovendosi ritenere che in tale ambito valga la legge di mercato. Ad ogni modo un parametro di riferimento può essere preso, anche in termini di calcolo di convenienza tra un contratto di lavoro subordinato e una collaborazione professionale, nel CCNL Farmacie, che prevede, per il Farmacista Collaboratore una retribuzione lorda di circa € 2.020 mensile più Ferie, XIII^-XIV^-TFR, per una retribuzione oraria media tra i 13 e 14 Euro lordi.
Restando a Sua disposizione per chiarimenti e delucidazioni, confido di esserLe stata utile e Le auguro un meraviglioso proseguimento di settimana.

Cordiali saluti

Silvia Di Domenico
Dottore Commercialista
Revisore Legale

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Pubblicato da Silvia Di Domenico
Risposta il 6 febbraio 2017 21:33
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