Di chi sono a carico le spese di ristrutturazione farmacia?

Di chi sono a carico le spese di ristrutturazione farmacia?

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Nel caso di ristrutturazione di una farmacia rurale privata all’interno di un edificio di proprietà privata e in cui il farmacista paga l’affitto, le spese di ristrutturazione, in particolare quelle che riguardano l’immobile (muri, pavimenti, impianto idrico, elettrico, di riscaldamento ecc..), sono a carico del proprietario e dell’affittuario farmacista?

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Chiesta: 21 Gennaio 2017 18:23
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Nota bene: La risposta a questo quesito è stata pubblicata più di 5 anni fa. Le informazioni contenute potrebbero essere obsolete

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Domanda Privata

L’art. 1575 del cod. civ. elenca gli obblighi principali del locatore e al primo punto prevede la consegna della cosa locata al conduttore in buono stato di manutenzione.
Ciò premesso, tutti i miglioramenti (art. 1592 cod. civ.) e le addizioni (art. 1593 cod. civ.) effettuate sull’immobile sono a carico del conduttore.
E quindi tutte quelle da Lei elencate (quali il rifacimento dei muri, del pavimento, degli impianti idrico, elettrico e di riscaldamento) sono a carico del farmacista conduttore, salvo naturalmente un eventuale diverso accordo tra le parti, da inserire nel contratto stesso ovvero in una scrittura separata.
Al termine del contratto, il conduttore non avrà diritto ad alcuna indennità per i miglioramenti (es. rifacimento dei muri, del pavimento, ecc.) apportati alla cosa locata, a meno che non vi sia stato il consenso del locatore.
In quest’ultimo caso il locatore sarà tenuto a pagare un’indennità al conduttore corrispondente alla minor somma tra l’ammontare della spesa e il valore del risultato utile al tempo della riconsegna.
Diversamente, il valore dei miglioramenti compenserà gli eventuali deterioramenti che non siano imputabili a colpa grave del conduttore.
Quanto alle addizioni (es. installazione caldaia e climatizzatori), il conduttore avrà diritto di rimuoverle e asportarle al termine della locazione, sempreché questo possa avvenire senza danneggiare l’immobile e fatta in ogni caso salva l’ipotesi che il proprietario non preferisca invece mantenere tali addizioni corrispondendo in questa evenienza un indennizzo al conduttore.

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Con i migliori saluti.

Studio Associato
Bacigalupo-Lucidi

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Pubblicato da Studio Bacigalupo Lucidi
Risposta: 21 Gennaio 2017 18:24

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