Sede farmaceutica soprannumeraria, è sopprimibile se è stata inserita nel bando del concorso straordinario?

Sede farmaceutica soprannumeraria, è sopprimibile se è stata inserita nel bando del concorso straordinario?

Categoria:
0
0

È sopprimibile una sede una sede farmaceutica soprannumeraria (a seguito della revisione ordinaria della p.o.), ove sia stata inserita nel bando di concorso straordinario ma ancora non assegnata?

Marcato come spam
Chiesta: 21 Aprile 2016 17:46
223 viste

Nota bene: La risposta a questo quesito è stata pubblicata più di 5 anni fa. Le informazioni contenute potrebbero essere obsolete

0
Domanda Privata

È un tema affrontato tre volte negli ultimi tre mesi, esattamente da Tar Puglia (sent. 01/02/2016, n. 115), da Tar Piemonte (sent. 12/11/2015, n. 1571) e da Tar Sardegna (sent. 22/12/2015, n. 1223).
I giudici pugliesi si sono qui fedelmente ed espressamente richiamati alla decisione dei colleghi piemontesi, e la loro posizione è la seguente: se in fase di revisione ordinaria una sede neo-istituita, e inserita nel concorso straordinario ancora in via di espletamento, si rivela – a seguito di decrementi demografici – in soprannumero, non per questo può legittimamente essere soppressa e quindi espunta dalla p.o., perché va offerta (e assegnata) anch’essa ai partecipanti al concorso straordinario a tutela della “legittima aspettativa dei concorrenti che hanno partecipato al concorso facendo affidamento sull’assegnazione di 188 sedi su tutto il territorio regionale e con le delimitazioni specificate, salvo provvedimenti giurisdizionali di modifica delle sedi esistenti”.
Del resto, precisa ulteriormente il Tar Puglia, “a fronte dell’eccezionale meccanismo del concorso straordinario una sede messa a concorso è assimilabile ad una sede occupata ai fini della revisione”.
Tali due decisioni si sono dunque espresse in questa direzione, ma altri Tar – e segnatamente, da ultimo, il Tar Sardegna (sent. sopra citata) – la pensano diversamente e a noi sembra di dover convenire proprio con questi ultimi, non tanto e non solo perché tutti i bandi di concorso straordinario contenevano/contengono una clausola di salvaguardia (del tipo “il numero delle sedi e l’indicazione delle zone elencate nel bando potranno subire variazioni per l’effetto di successivi provvedimenti amministrativi o giurisdizionali”), quanto e piuttosto per la recessività dell’interesse del concorrente rispetto alla preminente esigenza pubblicistica di un assetto ordinato, e giuridicamente corretto, del servizio farmaceutico territoriale, quindi di una tempestiva, costante, ed esaustiva verifica della conformità del numero, della collocazione e della configurazione delle sedi rispetto alla consistenza e alla distribuzione sul territorio della popolazione del comune.
Ci pare in sostanza che siano le regole del diritto amministrativo a spingere a favore della tesi contraria a quella affermata dal Tar Puglia e dal Tar Piemonte e a favore delle conclusioni dei giudici sardi che, tra l’altro, sottolineano al riguardo che “il conferimento delle sedi è sottoposto alla fisiologica verifica della permanenza del presupposto (numero di abitanti sufficienti)”.
Quanto al Consiglio di Stato, la nostra impressione – ricordando un paio di decisioni recenti e soprattutto il caso delle sedi vacanti del comune di Genova – è che possa anch’esso condividere queste nostre notazioni.
(gustavo bacigalupo)

Marcato come spam
Pubblicato da Studio Bacigalupo Lucidi
Risposta: 21 Aprile 2016 17:51

Se non trovi risposte alla tua domanda nell'archivio domande
puoi inviare una domanda agli esperti.

Non perderti le nuove risposte pubblicate

Riceverai periodicamente le ultime risposte sugli argomenti trattati.

Puoi annullare l'iscrizione con un click. Non condivideremo il tuo indirizzo email per altre ragioni.