Farmacista collaboratore, posso creare una mia linea di dermocosmesi?

Farmacista collaboratore, posso creare una mia linea di dermocosmesi?

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Sono farmacista collaboratrice full time a tempo indeterminato e mi piacerebbe creare una mia linea di dermocosmesi prodotta in un laboratorio che lavora conto terzi, per poi venderla inizialmente solo online. È un’attività incompatibile con il mio lavoro di farmacista? Dovendo aprire partita iva non avrei più diritto alla riduzione per il versamento dei contributi ENPAF? (Ora verso il contributo di solidarietà).

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Chiesta: 21 Marzo 2017 20:21
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Domanda Privata

Gentile Dottoressa,
ben trovata.
Vengo subito al Suo quesito, che devo dire, occupandomi da sempre di imprese e di consulenza alle nuove iniziative economiche non può che farmi piacere accogliere.
Inquadriamo per bene il Suo progetto : vuole intraprendere, oltre al lavoro dipendente come Farmacista collaboratore, una attività di creazione di una linea dermocosmetica, si chiede se è compatibile con il Suo attuale lavoro e quali riflessi avrà sulla contribuzione ENPAF.
Preliminarmente, io e i miei colleghi di questa rubrica abbiamo avuto modo in altre occasioni di chiarire che, mentre due rapporti di lavoro dipendente possono coesistere, a patto che si rispetti la normativa sui riposi giornalieri e settimanali, nulla osta in prima battuta ad effettuare contemporaneamente lavoro subordinato e apertura P.IVA. Riguardo all’attività che vorrebbe in particolare svolgere, però, occorrerebbe valutare attentamente se non si tratti di una che possa costituire concorrenza all’impresa presso la quale si lavora (poiché vige, ex art. 2105 Codice Civile quello che un po’ arcaicamente si chiama il “dovere di fedeltà” all’azienda datrice di lavoro).
Guardando, poi, la questione contributiva, in base all’art.21 del Regolamento ENPAF, il Farmacista iscritto all’Ente previdenziale che eserciti attività professionale senza alcuna altra copertura previdenziale obbligatoria, es. eserciti l’attività di collaboratore di farmacia con apertura di P.IVA, è da un lato obbligato al pagamento dei contributi ENPAF e dall’altro non è autorizzato od interessato a nessuna forma di riduzione o diminuzione dei contributi dovuti. Quindi, se la P.IVA risulta aperta in un anno per un periodo pari ad almeno 6 mesi più un giorno, il contributo si paga per intero, ma dall’altra parte quell’anno vale ai fini della maturazione del diritto alla pensione.
Il Suo caso però, lo devo sottolineare, si presenta senz’altro particolare per il seguente aspetto : l’attività da Lei illustrata va inquadrata correttamente, perché in prima battuta appare come un’attività commerciale vera e propria, e quindi non astrattamente ascrivibile ad un Codice Attività ATECO professionale, e potrebbe essere interpretata come concorrenziale rispetto a quella svolta in Farmacia. Inoltre l’aspetto del versamento ENPAF senza riduzioni e comunque oltre il contributo di solidarietà sembra, a mio avviso, abbastanza secondaria, rispetto ad altre questioni che vengono tirate in ballo.
Ad esempio, Dottoressa, Le chiedo se è stato predisposto un business plan in base al quale sono stati calcolati almeno il margine di guadagno, da un lato, e dall’altro la appetibilità del prodotto (in termini quindi di target di fatturato e analisi di mercato del settore in cui intende entrare), per capire se stiamo parlando di un impresa da qualche migliaio di euro o invece di qualcosa di più.
Le mie domande non sono peregrine, perché se è Sua intenzione saggiare il prodotto e comunque il mercato per vedere come va senza esporsi troppo e senza lasciare l’attuale situazione lavorativa, volendo svolgerla in prima persona e da sola, ciò sembrerebbe comportare il mettere in piedi una seppur piccola attività commerciale abbastanza lontana dalle attività di lavoro dipendente qualificabili come attività professionali del farmacista. Diverso sarebbe, invece, se il Suo ruolo si limitasse ad una collaborazione esterna all’impresa di cui qualcun altro sia il titolare, collaborazione che, ragionando in termini di prestazione intellettuale relativa ad esempio alla condivisione di idee e know how e per un compenso che non superi gli ormai famosi € 5.000, potrebbe anche non comportare, nel breve periodo di avvio dell’attività, uno stravolgimento della situazione attuale.
Insomma, sono molti gli aspetti anche strategici che occorrerebbe valutare attentamente e a tavolino.
Cara Dottoressa questo pomeriggio ha avuto la mia attenzione : rimango a Sua disposizione per chiarimenti, e soprattutto se avrà necessità di dettagli e strategie per la Sua linea di dermocosmesi. Intanto, confidando di esserLe già stata utile, Le auguro un meraviglioso proseguimento e che le Sue idee possano prendere presto piena forma.

Cordiali saluti

Silvia Di Domenico
Dottore Commercialista
Revisore Legale

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Pubblicato da Silvia Di Domenico
Risposta: 21 Marzo 2017 20:23

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