Farmacista e agente di commercio: quale compenso massimo per regime agevolato?

Farmacista e agente di commercio: quale compenso massimo per regime agevolato?

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Ho partita IVA come agente di commercio. Mi hanno proposto di svolgere 30 ore settimanali come farmacista libero professionista. A questo punto dovrei pagare l’Enpaf per intero, mentre l’Inps già la pago come agente di commercio, e avrei quell’11,7% di tassazione sul fatturato, è corretto?

Presumendo una collaborazione di 6 giorni settimanali su 7 e non dovendo superare il tetto dei 30mila annui per rientrare nel regime agevolato, quale dovrebbe essere il compenso orario massimo?

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Domanda del 20 Dicembre 2022
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Nota bene: La risposta a questo quesito è stata pubblicata più di un anno e mezzo fa. Le informazioni contenute potrebbero essere obsolete

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Domanda Privata

Il superamento dell’importo dei 30.000 euro annui indicato nel quesito rileva ai fini della sottoscrizione di un contratto di lavoro autonomo solo con riferimento all’esistenza di un altro eventuale rapporto di lavoro dipendente.

Si ritiene necessario fare chiarezza sul trattamento fiscale applicabile ai redditi di lavoro autonomo con l’applicazione di agevolazioni.

È possibile accedere ad un regime fiscale agevolato “Forfettario” che prevede la tassazione dei proventi (decurtati di una percentuale forfettaria) con applicazione di una imposta sostitutiva del 15% (per i primi 5 anni del 5%); tale regime è riservato a coloro i quali sono in possesso di determinati requisiti.

In particolare:

non è consentito superare il limite di 65.000 euro di ricavi annui;
non si può superare il limite di 30.000 euro di reddito da lavoro dipendente (in caso di coesistenza di un rapporto di lavoro dipendente);
non si possono sostenere spese per lavoro dipendente (a favore di eventuali collaboratori) superiori a 20.000 euro annui;
non si deve aver svolto, nei tre anni precedenti l’apertura della partita IVA, attività artistica, imprenditoriale e professionale;
l’attività esercitata in regime di lavoro autonomo non deve essere la mera prosecuzione di un’altra attività svolta in precedenza sia sotto forma di lavoro dipendente che di lavoro autonomo.

Inoltre, ai fini contributivi (Enpaf), come correttamente indicato, si dovrà corrispondere il contributo intero.

Da quanto sopra si deduce, quindi, che il corrispettivo annuo massimo (per poter usufruire del regime agevolato) è di 65.000 euro annui.

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Pubblicato da Francesco d'Alfonso
Risposta del 20 Dicembre 2022

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